UN ALTRO COME ME

Produzione: Banda Sciapó 

Regia e drammaturgia: Daniela Quarta

Con Alessandro Negri

Scene e costumi: Francesca Biffi

Un giovane uomo si trova solo in una sala d’aspetto. È in compagnia dei soli suoi pensieri che si mescolano ai ricordi e alle speranze. Nella stanza accanto, all’interno dell’ospedale, i medici sono con la sua compagna e cercano di salvare la vita a lei e al loro bambino. In questo spazio bianco, e in un tempo indefinito e indefinibile, l’uomo racconta di sé, del suo amore, della sua scelta e dell’evento che cambia tutto: un’incidente di percorso mette fine al suo sogno di paternità e al progetto di vita e di genitorialità condiviso con la donna che ama. Una storia come tante. Una storia d’amore che procede al meglio e che vuole sugellarsi in scelta di crescita e continuità.

L’aborto spontaneo è un evento traumatico che coinvolge molte donne e coppie, circa il 30% delle prime gravidanze si interrompe entro la dodicesima settimana di gestazione per cause naturali e spesso di salvaguardia per il feto, per la madre o per entrambe gli organismi. Mai, o quasi, si da voce e spazio ai padri che, desiderando l’attesa e l’arrivo di una figlia o di un figlio, soffrono atrocemente la perdita subita, ma non si concedono il dolore e lo strazio per accompagnare la persona maggiormente coinvolta: la donna. Scritto da una donna e interpretato da un uomo UN ALTRO COME ME è uno spettacolo teatrale che con umiltà e coraggio vuole raccontare il punto di vista maschile su questo dramma sempre declinato esclusivamente al femminile. In scena un attore evoca l’immensità dell’amore per una donna che pur non vedendosi mai risulta presentissima, e al contempo lancia un provocatorio grido di aiuto affinché il dolore lancinante del padre mancato da lui interpretato arrivi a scuotere cuori e menti.
Le musiche, le immagini, le parole sono tutte scelte espressive sempre in bilico tra uno stato onirico ed uno più concreto. L’assetto dialogico della struttura vede come destinatario il bimbo mai nato che, svelato solo verso il finale, offre un’apertura ed un respiro riflessivi e‘se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me’.

Il tema affrontato è tanto delicato quanto necessario e Banda Sciapó sceglie di attraversarlo a mezzo del Teatro, attingendo al potere e alla magia che questo strumento artistico fornisce a chi desidera raccontare una storia e allo stesso tempo portare un messaggio: in un’epoca storica che come quella presente sembra essere pregna di etica ammaccata e morale distorta, ogni essere umano dovrebbe avere ancor più il diritto di esprimere il proprio stato emotivo. A maggior ragione se a farlo vuole essere un giovane uomo, solo, alle prese col dolore della perdita di un figlio mai nato.

© 2017 by Federica Frigo Fotografia

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